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Come aprire la partita iva

aprire partita ivaOggi sono sempre di più i giovani (ma non solo) che decidono di mettersi in proprio e di aprire una partita iva. Il lavoro classico, ossia il posto fisso come dipendenti a tempo indeterminato, sta via via scomparendo e per molte professioni oggi l’unica possibilità è quella di mettersi in proprio. Ma al di la della normale diffidenza iniziale va detto che aprire una partita iva è una cosa piuttosto semplice.

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Tuttavia ci sono alcune informazioni che devi acquisire per evitare spiacevoli sorprese e per ottimizzare i tempi. In questa guida scoprirai quelle che sono le principali novità 2016 relative alle procedure di apertura di partita Iva sia per liberi professionisti che per attività aziendali.

Aprire partita iva: modelli agenzia delle entrate

Cominciamo con analizzare a fondo cosa occorre, quali moduli bisogna scaricare e compilare e quali differenze ci sono tra le varie tipologie di attività. Andiamo con ordine. Per prima cosa va detto che per aprire la partita Iva è necessario compilare il modello di inizio attività e, per quanto riguarda le imprese individuali e i lavoratori autonomi, va utilizzato il modello AA9/12. Per le società e, in genere, per tutti i soggetti diversi da persone fisiche, il modello dell’Agenzia delle entrate da scaricare è il AA7/10.

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Entrambi questi modelli si possono scaricare dal sito agenziaentrate.gov.it e vanno compilati e consegnati entro e non oltre i 30 giorni dall’inizio dell’attività. Il numero di partita iva assegnato rimarrà lo stesso per tutta la durata della società o dell’attività (in caso di persona fisica). Per quanto riguarda le spese bisogna dire che l’apertura della partita iva non comporta alcun costo e l’invio avviene per via telematica seguendo questa procedura:

  • scaricare i moduli dal sito dell’Agenzia delle Entrate;
  • compilazione dei documenti;
  • preparazione del file da inviare attraverso fisconline o entratel;
  • invio dei documento attraverso il portale dell’Agenzia;
  • stampa della ricevuto di trasmissione;

Tutta la procedura è piuttosto semplice, nonostante non lo sembri, e può essere gestita sia direttamente che affidandosi al proprio commercialista (in questo caso si occuperà il suo staff di seguire l’intera procedura). In questo caso bisognerà pagare la parcella al professionista che, in linea di massima, potrebbe aggirarsi intorno ai 150-250 euro a seconda dei casi.

Partita iva agevolata

La legislazione vigente permette, agli aventi diritto, di poter accedere ad un regime di partita iva agevolato. Nel prossimo paragrafo vedremo nel dettaglio tutti gli adempimenti tecnici e le caratteristiche di queste agevolazioni. Prima, però, ci sembra giusto sottolineare l’importanza delle partita iva agevolate.

Oggi, come abbiamo avuto modo di dire in più occasioni, la disoccupazione è alle stelle (12% circa, 40% quella giovanile) e l’unica strada da percorrere per non rimanere invischiati in un mondo del lavoro sempre più statico è quello del lavoro in proprio. Il regime forfettario dei minimi permette, di fatto, di aprire una partita iva e di potersi avvantaggiare un di un carico fiscale davvero ridotto.

Cosa significa questo? Significa una tassazione minima e la possibilità di poter lavorare in proprio senza dover essere martoriati da un carico fiscale e da adempimenti burocratici che rendano impossibile avviare un’attività o un lavoro autonomo. Proprio per questo riteniamo che la partita iva agevolata sia una fondamentale conquista e speriamo che nei prossimi anni si possa allargare anche a redditi più elevati.

Come aprire partita iva con regime dei minimi

Per aprire una partita iva con regime dei minimi non occorre una procedura particolare. La differenza sostanziale, infatti, è relativa alla sua gestione che, rispetto ad una tradizionale è meno costosa e semplificata nelle procedure.

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Le novità 2016 prevedono alcune varianti rispetto allo scorso anno. Per prima cosa va detto che, per poter essere inseriti nel regime dei minimi non bisogna superare un fatturato di 30 mila euro. Inoltre il titolare di partita iva agevolato non deve avere spese per collaboratori superiori ai 5 mila euro e non può spendere più di 20 mila euro l’anno in beni strumentali.

La tassazione prevista è fissata al 15% ed è calcolata su un coefficiente di redditività del 78%. A questo, ovviamente, va aggiunta la parte relativa ai contributi Inps, per la quale consigliamo di rivolgersi ad un commercialista o ad un consulente del lavoro.

Aprire la partita iva conviene?

La partita iva deve vista come un’opportunità e non come un pericolo. Al giorno d’oggi è molto complicato farsi assumere da un’azienda, mentre è molto più facile trovare spazio come professionista. Cambia la gestione del lavoro, cambia anche l’approccio stesso al lavoro ma se analizziamo la cosa da un punto di vista differente possiamo comprendere quali opportunità si celino nel lavoro autonomi.

Di sicuro si tratta di una scelta che va ponderata con molta attenzione e va considerata in funzione delle proprie esigenze e delle proprie competenze. Per maggiori informazioni vi invitiamo a visitare il sito agenziaentrate.gov.it o a richiedere una consulenza presso un commercialista di vostra fiducia.

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