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Brexit conseguenze

brexitEbbene si, è successo. La Gran Bretagna ha votato a favore dell’uscita dall’Europa, seppur in realtà , non ci sia mai entrata completamente. La Gran Bretagna è un grande paese, uno dei più ricchi del mondo con un livello di vita medio molto alto, infrastrutture efficienti e nuove, polo attrattivo internazionale di investimenti di tutti i tipi, sistema scolastico in grado di forgiare le migliori menti del mondo, stipendi alti ed un livello di integrazione tra i più alti.

Probabilmente, non poco ha pesato su questa decisione, il grande afflusso di stranieri, soprattutto provenienti dai paesi considerarti ricchi dell’Unione Europea, che in qualche modo hanno spazientito non poche persone. Un conto è l’immigrazione classica dai paesi in sofferenza o quella per merito, un conto è vedersi arrivare frotte di persone provenienti da paesi come l’Italia, la Romania, la Grecia, il Portogallo, perché non riescono a risolvere i loro problemi economici.


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Certo è, che Brexit ha segnato un precedente storico incredibile, che non si sa fino in fondo a cosa potrà portare. Quello che si è visto, è che le borse europee sono letteralmente crollate, con Milano che ha perso il 12% in un solo giorno, evento che non si verificava dai tempi di Lehman.

Brexit e azioni titoli bancari

Investire in borsa oggi richiede molta abilità. Per quanto riguarda i titoli bancari, è stata una catastrofe. Unicredit ha perso il 23,79%, Intesa Sanpaolo il 22,94%, Banca Mediolanum il 15, 05%, Monte dei Paschi di Siena il 15,44% e via dicendo. Anche le banche europee non stanno meglio, con il Banco Santander che perde il 18,57%, BNP Paribas il 17,36% e Deutsche Bank che perde il 13,24%.

Certo, per chi deteneva titoli bancari è stato un colpo durissimo, soprattutto perché non si sa bene come si risolverà questa situazione. Le ipotesi vedono come molto probabile un intervento a breve sia della banca centrale inglese, la Bank of England, sia probabilmente anche da parte della BCE. La banca centrale europea, potrebbe decidere a breve di intervenire, con altre ondate di quantitative easing, inondando un mercato già saturo, di altra liquidità per aiutare l’economia ed i paesi UE.

Questo però per le banche sarebbe una catastrofe, peggiorando la già gravissima situazione azionaria. Un ulteriore immissione di liquidità nel mercato, porterebbe ad un ulteriore calo degli interessi sui titoli di Stato, con un calo dei rendimenti delle banche che ne detengono ancora più di 400 miliardi.

Brexit conseguenze per chi fa trading

Purtroppo non esiste una ricetta per questo tipo di situazione, certo è che per le banche, dopo gli ultimi anni non proprio felici, con gli stress test, la crisi e la varie ricapitalizzazioni, si prospetta un anno molto difficile.


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Per chi detenesse titoli bancari, un consiglio potrebbe essere quello di aspettare a vendere, magari potrebbero andare ancora in basso per molto tempo, ma prima o poi dovranno risalire e recuperare. Purtroppo, in queste situazioni la calma è l’unica arma vincente, a meno che non si voglia uscire dal tavolo di gioco.

Per chi volesse fare investimenti, potrebbe essere invece ancora presto per comprare, con previsioni che vedono i titoli bancari in trend negativo almeno fino alla prossima settimana. Sarebbe meglio aspettare le decisioni delle banche centrali, che potrebbero cambiare questo trend, o acuirlo.

Nel turbine della speculazione in atto, provare a fare un giro sulla giostra è lecito, basta essere consapevoli dei rischi del gioco, ed in caso di problemi, non farsi prendere dal panico e portare pazienza.

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