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Cassa Forense

Cos’è e come funziona la Cassa Forense.

La Cassa di Previdenza ed Assistenza Forense è l’Ente previdenziale per gli avvocati iscritti agli Albi professionali, o con funzioni di Giudice di Pace, di Giudice onorario del tribunale o di sostituto Procuratore onorario, la cui iscrizione con il connesso pagamento delle quote minime è da poco tempo diventato obbligatorio, tranne che per i praticanti. La struttura organizzativa è formata dalla Presidenza, formata dal Presidente e dal vice Presidente, dal Consiglio di Amministrazione, dalla Giunta Esecutiva, dal Comitato dei Delegati e dal Collegio dei Sindaci.

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La Cassa Forense nasce nel 1933, istituita per legge come Ente di Previdenza per gli Avvocati ed i Procuratori. L’iscrizione era automatica, mentre la quota dovuta era calcolata in base al reddito, più una quota rilevata da una percentuale sugli incarichi speciali.

Cassa Forense: la storia dalla nascita ad oggi

cassa-forenseLa pensione veniva erogata al momento della cessazione dell’attività, ed all’uscita dall’Albo, mentre era possibile usufruire di erogazioni temporanee in caso di problematiche legate ad invalidità temporanea o permanente. Inoltre erano previste alcune quote particolari, a seconda della posizione, per poter aiutare economicamente gli avvocati ed i procuratori in caso di necessità.

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Nel 1952 l’Ente diventa la Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli avvocati ed i procuratori. Al nuovo Istituto vengono iscritti automaticamente tutti i professionisti che godono di un reddito superiore al minimo stabilito, mentre per tutti gli altri l’iscrizione rimane facoltativa.

La quota fissa si aggira intorno all’1,50% del reddito, mentre esistono altre quote mobili rilevate tramite piccole percentuali sugli incarichi speciali, sui diritti delle sentenze, sulle marche da Bollo, etc.. Per ottenere la pensione era necessario rientrare in uno dei due parametri richiesti, o 40 anni di iscrizione o 70 anni d’età e minimo 25 anni d’iscrizione alla Cassa, per i quali si aveva diritto al trattamento pensionistico erogato solo in base all’età senza tener conto dei contributi versati.

Nel 1963 l’iscrizione alla Cassa forense diventa obbligatoria per tutti i avvocati professionisti, con una quota del 5% del reddito ed una revisione dei contributi su incarichi e servizi.

La pensione viene erogata con 65 anni d’età o 35 di contributi, con un piano di ammortamento per passare da un regime pensionistico ad un altro, ed inoltre vengono introdotte la reversibilità e la pensione d’invalidità. Negli anni ’70 vengono introdotte delle nuove norme che metteranno in grave crisi la Cassa, come il raddoppio della pensione senza un aumento dei contributi o il versamento annuo per chi nonostante ricevesse la pensione rimanesse iscritto all’Albo.

Nel 1975 vengono prese delle contromisure per arginare l’enorme crisi della Cassa forense, come l’adeguamento dei contributi dovuti, l’aumento delle quote fisse su incarichi e servizi, la liquidazione di parte del patrimonio della Cassa, la sospensione del pagamento della tredicesima ai trattamenti pensionistici e la riduzione della pensione qualora il professionista rimanesse iscritto all’Albo.

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Alla fine degli anni ’70 inoltre, vengono cambiate alcune norme sulle cariche dirigenti della Cassa, come l’elezione del Comitato dei Delegati ad opera ora direttamente degli iscritti. Negli anni ’80 la Cassa forense subisce ancora numerose modifiche al suo ordinamento ed ai servizi resi, come l’adeguamento del sistema pensionistico in base alla corrispondenza con i contributi versati, o il pagamento di un contributo di solidarietà nel caso si rimanesse iscritti all’Albo dopo il percepimento della pensione.

Il contributo pensionistico arriva fino al 10% del reddito, più un 3% per i redditi più alti come contributo di solidarietà. Comunque il sistema pensionistico rimane fondato su un modello retributivo, che continua a mettere in crisi la Cassa, soprattutto per quanto riguarda gli anni futuri.

Nonostante la Cassa svolga una funzione pubblica, nel 1994 prende la natura giuridica di Fondazione, con le attività di controllo svolte dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dal Ministero del Tesoro e dal Ministero della Giustizia, mentre la gestione della Cassa viene controllata dalla Corte dei Conti.

Negli anni duemila, gli organi dello Stato preposti alla vigilanza della Cassa forense come a quella degli altri Enti Previdenziali Privati, hanno dettato delle linee guida per garantire il corretto supporto economico di questi Enti. In particolare, la Cassa forense si è vista costretta a redigere prospetti sull’andamento economico e sulla gestione finanziaria dell’Istituto con un limite di 30 anni, successivamente aumentato a 50.

Attraverso queste analisi è emersa la non sostenibilità del modello seguito in quel momento, e sono state apportate modifiche necessarie come l’introduzione del sistema pensionistico contributivo, l’incremento delle quote dovute e l’abbassamento degli importi delle pensioni corrisposte.

L’ultima e più importante riforma è stata effettuata nel 2009, con il benestare del Ministero del Lavoro. Quest’ultima riforma prevede l’adeguamento graduale dei requisiti per la pensione di vecchiaia, come l’innalzamento dell’età dai 65 ai 70 anni e degli anni di contributi dai 30 ai 35, e per la pensione di anzianità, come l’innalzamento graduale dell’età dai 58 ai 62 e degli anni di contributi dai 35 ai 40.

Inoltre, rimane possibile ottenere la pensione di vecchiaia in anticipo, scontando però un ribasso dello 0,41% per ogni mese in meno, vengono eliminati i contributi per il proseguo dell’attività dopo il raggiungimento della pensione, viene abbassato il limite per poter richiedere la pensione d’invalidità dai 10 ai 5 anni di contributi versati, vengono aumentate le aliquote e le quote fisse, viene abolito il contributo minimo integrativo per i primi 5 anni di iscrizione all’Albo, mentre viene dimezzato sempre per i primi 5 anni il contributo minimo soggettivo.

Cassa Forense: le contestazioni

I settori corporativi in Italia hanno da sempre rappresentato delle vere e proprie associazioni, il cui intento è sempre stato quello di controllare gli accessi e la qualità delle professionalità, in alcuni casi andando contro le regole del libero mercato e della concorrenza (ma di questo andremo a parlare in un’altra occasione).

Che si tratti di medici, notai, giornalisti od avvocati, le associazioni hanno fatto si che, nonostante i tempi, per un figlio di impiegati sia comunque oggi molto difficile entrare a far parte di una categoria professionale specializzata. Per acquisire alcune tipologie di professionalità, non basta studiare e raggiungere gli obiettivi fissati, ma è necessario passare per una serie di iscrizioni obbligatorie che in alcuni casi limitano il libero accesso delle professioni.

Un caso ai limiti è quello della Cassa di Previdenza ed Assistenza Forense, cioè l’Ente Previdenziale degli avvocati, che recentemente ha deliberato l’obbligatorietà dell’iscrizione e del pagamento delle quote minime per tutti gli avvocati, pena l’uscita dalla professione attraverso la perdita dell’iscrizione all’Albo.

Questa decisione è stata impugnata davanti al Tar del Lazio da alcuni avvocati, soprattutto molto giovani, che risultano essere i più penalizzati da questa decisione. Infatti, per i neolaureati ed i giovani avvocati iscritti da poco all’Albo, non è cosa facile riuscire a pagare le quote minime di iscrizione alla Cassa, anche perché queste non sono rapportate al reddito ma si tratta di quote fisse.

Questo gruppo di giovani avvocati sta contestando anche il fatto che facciano parte della Cassa soltanto appartenenti alla categoria, il che rischia di limitare il libero accesso alla professione, soprattutto perché il mancato pagamento delle quote minime comporta automaticamente la perdita dell’iscrizione all’Albo e della facoltà di esercitare la professione.

Questi avvocati ritengono necessario che l’adesione alla Cassa rimanga facoltativa, in modo da aiutare soprattutto gli avvocati più giovani a fare esperienza in modo da poter aderire alla Cassa magari successivamente. Inoltre, dovrebbe essere possibile scegliere un qualsiasi Ente previdenziale per il pagamento dei contributi per la propria pensione, pur rimanendo la Cassa un Ente specializzato nel fornire servizi per questa categoria.

Bilancio 2015 Cassa Forense

I risultati di bilancio sulla chiusura del 2015, vedono una migliore corrispondenza tra iscritti e pensionati, con più 57.000 nuovi iscritti tra il 2014 ed il 2015, ed un avanzo di 930 milioni di Euro. Inoltre sono state messe in opera numerose azioni a sostegno del welfare per i casi più gravi di indigenza economica e di sostegno alle famiglie, e sono stati previsti speciali prestiti tramite garanzia della Cassa per gli under 35 con reddito inferiore ai 10.000€.

Il numero di iscritti alla Cassa al 2015 è di 235.055 persone, di cui 12.935 pensionati ancora in professione. Le pensioni erogate nel 2015 sono state 2.868, con una spesa di 756 milioni in crescita del 2,5%. Il totale delle pensioni erogate è salito dello 0,7%, arrivando a 27.162.

I contributi versati alla Cassa forense aumentano dell’1,8%, arrivando ad 1.580.331.790€, con un recupero a fronte di azioni legate ad Equitalia Servizi S.p.a. per 39 milioni provenienti dagli accertamenti su 14 mila professionisti. Per quanto riguarda le spese sostenute per i servizi di assistenza, sono stati erogati 3.708.295€ per le spese funerarie, 3.709.093€ per l’assistenza indennitaria e 20.044.080 per l’assistenza sanitaria.

La gestione finanziaria della Cassa ha portato risultati positivi con un rendimento delle posizioni aperte del 4,3%, provenienti maggiormente dalle operazioni su Eni, Enel, i PPTT di Poste Italiane, e dalle partecipazioni nei Fondi BlueGem II, Fondo Clessidra, Fondo Partners Group Global Value, Fondo Italiano d’Investimento, ETF, Titoli di Stato e Corporate.

Inoltre, la Cassa forense vanta un patrimonio immobiliare di 856.807.655€, con un attivo all’incirca di 184 milioni, ed un numero di dipendenti che nel 2015 è arrivato a 286 persone, con un aumento dei costi del personale del 4,3%.

Per quanto riguarda le riserve, la riserva legale risulta essere di 3.826.648.000€, la riserva da contributo modulare obbligatorio di 140.911.310€, la riserva da deroghe di 403.793.924€, con avanzi portati a nuovo per un totale di 3.931.546.050€ ed avanzi d’esercizio per 930.184.344€. la gestione del patrimonio investito fa segnare un più 39%, mentre i costi di funzionamento salgono dell’1,2%. Il patrimonio netto della Cassa forense è aumentato del 14% arrivando a quota 9.233.083.629€.

Sito web www.cassaforense.it

Il sito web della Cassa forense è ben fatto e ben strutturato, con in alto il link per accedere all’area riservata per gli iscritti, mentre la parte centrale è composta dalle finestre di notizie, divise tra le notizie sulle prime pagine dei gruppi editoriali, sull’economia e sulla Cassa stessa, come iniziative, interviste o nuove normative.
Al di sotto di questa parte troviamo i link sugli argomenti più trattati dagli iscritti, come modulistica, simulazione della propria pensione, il servizio di tirocinio legale, etc..

Aprendo il link si apre una pagina con tutta la normativa del caso, ed in fondo il link per accedere al modulo online preposto all’adempimento di quella operazione.
La parte bassa del sito presenta il link di collegamento con il canale Youtube della Cassa forense, l’archivio di CF News, la rivista telematica mensile della Cassa, la rassegna stampa redatta dalla redazione della Cassa dal lunedì al venerdì. Inoltre, nella parte finale si trovano tutti i link di maggiore interesse per l’utente, come la mappa del sito, l’elenco degli ordini forensi, i convegni e le iniziative dell’avvocatura, tutta la modulistica completa, tutte le riviste redatte dalla Cassa, la lista dei fornitori, i bandi pubblici, l’elenco nazionale degli avvocati e le locazioni del Fondo immobiliare Cicerone.

La parte più importante della homepage però, è sicuramente la barra degli strumenti presente nella parte alta del sito, subito al di sotto del nome della Cassa e dell’accesso all’area riservata. La barra degli strumenti permette di accedere a specifiche sezioni del sito, risparmiando molto tempo in ricerche e passaggi vari.

Il primo link presente sulla barra apre le finestre dedicate alla struttura della Cassa forense, l’organigramma completo di tutte le cariche, la storia della Cassa negli anni ed i risultati dell’ultimo bilancio. Il secondo link della barra tratta tutta la documentazione, come la modulistica generale, tutte le norme, i rapporti del Censis e le guide previdenziali.

Il terzo link riguarda le convenzioni della Cassa, divise tra attività professionale, famiglia, salute, tempo libero e trasporti. Per esempio, se un iscritto alla Cassa necessita di un prestito, tramite il sito può sapere con quali Istituti di Credito la Cassa è convenzionata, in modo da ottenere condizioni più vantaggiose.
In questo caso andando sul sito ed aprendo il link sulle convenzioni per le attività professionali, nel campo dei prestiti bancari, si otterrà l’elenco di tutti gli istituti convenzionati, come la Banca Popolare di Sondrio, la Banca Popolare di Vicenza, Auxilia Finance, IBL Banca e Prestinuova.

In particolare, le convenzioni per l’attività professionale riguardano il settore assicurativo, informatico, bancario, dei servizi, della formazione, dell’editoria e delle start up, quello della famiglia gli asili nido, le assicurazioni, l’abbigliamento e gli accessori, quello della salute le assicurazioni, le Case di Cura ed il benessere, quello del tempo libero lo sport, le strutture alberghiere e le agenzie di viaggi, mentre quello dei trasporti comprende convenzioni per l’automobile, il treno o l’aereo.
Il quarto link della barra degli strumenti riguarda le Banche Dati della Pubblica

Amministrazione, che tramite una convenzione speciale sono consultabili online dagli avvocati iscritti alla Cassa forense, tramite un servizio reso da Visura S.p.a.. Per usufruire di questo interessantissimo servizio, è necessario effettuare la registrazione, tramite il proprio codice fiscale ed il codice Meccanografico, ed in seguito effettuare il login tramite l’inserimento dell’username e della password.

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Il servizio reso da Visura S.p.a., permette di consultare tutti i dati provenienti dal Registro delle Imprese, dai Bilanci, dal Catasto, dai Protesti, dalle Procedure del Tribunale e dai Pregiudizievoli di Conservatoria. I dati vengono visualizzati in modalità sharing, cioè tramite la condivisione, e vengono pagati solo i dati richiesti e non presenti in archivio.

Le altre banche dati consultabili riguardano il servizio di ricerca delle persone fisiche, tramite il quale è possibile effettuare un pre-legale, richiedendo il rintraccio della persona fisica come residenza e domicilio, del posto di lavoro ed informazioni relative all’istruttoria della pratica in genere, il registro dell’Agenzia delle Entrate, dell’ACI, del Catasto, le banche dati riguardanti le planimetrie, le sentenze, la banca dati della Corte Suprema di Cassazione e l’European Business Register, con gli atti, i bilanci, le visure camerali ed i dati personali e dell’imprese di 24 diversi paesi europei.

Il quinto link della barra degli strumenti permette di accedere a tutti i servizi disponibili online, come prenotazione degli appuntamenti, richiesta online delle informazioni, richiesta dei codici, avvisi, scadenze ed autodichiarazioni di iscrizione all’Albo.

L’ultimo link permette di reperire tutti i recapiti telefonici, gli indirizzi fisici ed internet a seconda delle necessità, come informazioni sulla posizione previdenziale, richiesta DURC, ufficio addetto alle convenzioni, P.E.C. istituzionale e sedi principali della Cassa con tutte le indicazioni per raggiungerle.

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