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Come funziona il pignoramento

In questo periodo di crisi economica prolungata, sempre più italiani si trovano purtroppo alle prese con dei procedimenti legati ai mancati pagamenti di prestiti, finanziamenti, mutui, tasse, fornitori e quant’altro. Il pignoramento, cioè la perdita di un bene mobiliare o immobiliare di proprietà del debitore attraverso una atto legale forzato, è sicuramente una situazione spiacevole, che può creare gravi conseguenze nella vita delle persone coinvolte.

In questo articolo andremo a vedere in cosa consiste il pignoramento sia per quanto riguarda i beni mobili che immobili analizzando le situazioni più problematiche, come nel caso di comunione dei beni, ipoteche o di pignoramenti di conti correnti.

Procedura di pignoramento

pignoramento-beniLa procedura di pignoramento dei beni è una pratica legale lunga e complicata, che in caso di mancati pagamenti da parte di un debitore comporta che il creditore debba far ricorso ad un avvocato.

Innanzitutto in questi casi viene redatta una stima dei beni pignorabili a nome del debitore da parte di un ufficiale giudiziario, il quale inoltre manda una segnalazione alla persona interessata riguardo la procedura in corso.

Successivamente la pratica passa al tribunale competente ed agli avvocati, ed al termine della sentenza la responsabilità diviene di un Giudice, il quale rimane la sola figura alla quale è necessario riferirsi per qualsiasi questione riguardante l’esecuzione dell’atto.

Durante l’ultima fase della procedura possono inserirsi tutti i creditori del debitore, presentando apposita domanda di recupero delle somme pendenti. I beni registrati e pignorati possono essere assegnati o venduti all’asta, a seconda del tipo di beni e della situazione specifica, dopo 10 giorni dall’effettivo pignoramento.

Pignoramento di beni immobili

Il pignoramento di beni immobili avviene attraverso un atto notificato al debitore da parte dell’ufficiale giudiziario, che può anche disporre il pignoramento complementare dei beni mobili presenti all’interno in caso di necessità.

In seguito viene depositata la documentazione agli avvocati e presso il tribunale competente entro 15 giorni, a partire dal quale momento ci sono 45 giorni a disposizione per procedere all’effettiva vendita o assegnazione del bene in questione, pena la cessazione della procedura di pignoramento in corso.

In questo tempo il debitore può essere nominato custode del bene e può continuare a vivere nell’immobile fino al termine della procedura, essendo anche responsabile del suo mantenimento e custodia.

Una volta depositata tutta la documentazione inerente il caso, si deve procedere alla vendita del bene immobile che può essere effettuata all’asta, attraverso condizioni determinate dal Giudice responsabile della pratica alla quale possono partecipare tutti tranne il debitore, attraverso il versamento di una cauzione che sarà rimborsata in caso di mancato acquisto o trattenuta in caso di acquisto ma di mancato pagamento della parte restante entro i termini fissati dal Giudice.

Oppure il bene immobile può essere venduto per offerte, le quali devono pervenire in busta chiusa entro i termini stabiliti dal Giudice, sempre versando una cauzione. In caso di assegnazione l’offerente non può rifiutarsi di procedere con l’acquisto.

Fino a 10 giorni prima della vendita del bene immobile i creditori possono depositare un’offerta di assegnazione del bene in questione, ed in caso di fallimento della vendita il Giudice può decidere di procedere con l’assegnazione o di effettuare una nuova procedura di vendita a condizioni solitamente inferiori alla prima.

Pignoramento di beni mobili

Il pignoramento dei beni mobili avviene tramite l’azione dell’ufficiale giudiziario incaricato, che provvede a redigere una lista apposita da depositare presso il Tribunale.
In seguito questi beni vengono custoditi presso le Cancellerie dei Tribunali o in appositi depositi, fino alla procedura di vendita. Rientrano in questa categoria anche denaro contante, oggetti preziosi, titoli e conti correnti.

Dopo 10 giorni dall’avvenuto pignoramento i creditori possono chiedere l’assegnazione dei beni o la loro vendita. Questa procedura deve avvenire attraverso un incontro delle parti, sia i creditori che il debitore con il Giudice responsabile dell’esecuzione, in cui è necessario arrivare ad un accordo sulla distribuzione dei beni pignorati tra le varie parti in causa.

Pignoramento di beni in comunione legale

Nel caso i beni pignorati al debitore siano in uno stato di comunione legale con una o più persone, non è possibile dopo la notifica di pignoramento provvedere alla cessione delle quote del debitore per svincolare il bene, ma è necessario procedere alla divisione del bene nelle varie parti lì dove possibile.

Dove non possibile il bene andrà comunque incontro alla procedura di vendita, ed il ricavato sarà equamente diviso tra le parti in causa, sia tra i creditori che tra i comproprietari. Le terze parti comunque hanno dei tempi tecnici per presentare istanza al Giudice contro il pignoramento, scaduti i quali o a causa del rigetto da parte del Giudice si procederà comunque con la vendita e con la divisione del ricavato tra le parti.

Pignoramento di beni tramite Equitalia

Anche Equitalia può avvalersi del pignoramento dei beni del debitore nei tempi e nei modi previsti dalla legge. Per quanto riguarda i beni immobili, questi non possono essere soggetti a pignoramento soltanto nel caso in cui il debitore vi abbia la propria residenza, sia l’unico immobile ad uso abitativo di proprietà e non sia catalogato come immobile di lusso.

La procedura di pignoramento può avvenire soltanto oltre 6 mesi dalla notifica di ipoteca e per importi superiori ai 120.000€. Il debitore può essere incaricato della vendita dell’immobile con conseguente pagamento delle pendenze con Equitalia, o comunque la vendita può avvenire secondo la prassi normale seguendo delle rigide e precise normative di legge.

Pignoramento del conto corrente

Il Giudice responsabile dell’esecuzione del pignoramento può richiedere al debitore di fornire tutta la documentazione riguardante i propri conti correnti entro 10 giorni, dopo i quali la Banca sarà costretta a fornire tali informazioni ed a vincolare una somma pari a quella colpita dal pignoramento più la metà.

Sono oggetto di pignoramento anche le somme depositate a titolo di stipendio, pensione o indennità. Nel caso la somma disponibile non copra il pignoramento o sia di importo uguale, la Banca deve lasciare disponibile una somma pari a tre volte l’assegno sociale, cioè circa 1.345€.

Inoltre il Giudice può anche procedere al pignoramento fino ad un quinto dello stipendio laddove la somma pignorata non copra la procedura. Una volta conclusa la procedura di pignoramento il conto corrente sarà completamente liberato e disponibile per l’uso da parte del debitore.

Pignoramento immobile con ipoteca

Se si possiede un immobile gravato da un’ipoteca è comunque possibile andare incontro ad un pignoramento. Ovviamente in questo caso dopo la vendita dell’immobile il primo creditore ad essere risarcito sarà il detentore dell’ipoteca, e via via tutti gli altri creditori.

Inoltre se non fosse possibile per i creditori procedere al pignoramento della casa perché unica residenza abitativa del debitore, come nel caso di Equitalia, questa potrebbe procedere all’iscrizione di un’ipoteca per rientrare del credito, per cifre superiori ai 20.000€.

Pignoramento beni strumentali

Nel caso i beni pignorati al debitore non soddisfino il risarcimento del debito, è possibile procedere al pignoramento dei beni strumentali necessari per lo svolgimento della propria professione, ma nella misura cautelativa di 1/5 del loro valore.

Comunque si tratta di una forma scarsamente utilizzata in quanto se il pignoramento di 1/5 dei beni strumentali rischia di danneggiare il normale funzionamento dell’attività lavorativa del debitore, non si può procedere con questa attività. Questa normativa è stata recentemente introdotta per far si che il debitore pignorato possa comunque continuare a lavorare in modo da poter provvedere al proprio sostentamento ed a quello della propria famiglia.

CONCLUSIONI

Il pignoramento di un bene è una procedura lunga, costosa e complicata, dove entrano in gioco oltre a problematiche legali anche situazioni sociali critiche e spiacevoli. Si tratta comunque di una procedura ben determinata dalla legge che ultimamente a mostrato un’attenzione particolare per le condizioni minime di umanità e sussistenza del debitore, come nel caso dell’abitazione ad uso abitativo o dei beni strumentali.

Bisogna sempre ricordarsi che i creditori preferiscono sempre ottenere un risarcimento da parte del debitore e non procedere con queste operazioni, quindi lì dove ci fosse la possibilità sarebbe sempre possibile trovare un accordo tra le parti in causa.
Ovviamente sarebbe sempre meglio non incappare in situazioni di pignoramento dei beni, sia immobili che mobili, potendo causare situazioni spiacevoli anche soltanto con una proprietà minima del bene in questione.

Comunque anche se le leggi sono diventate più tenere in alcuni casi particolari, bisogna sempre cercare di evitare pratiche di pignoramento, che possono arrivare a toccare qualsiasi tipo di bene dall’auto, alla casa, all’arredamento, agli oggetti preziosi, ai conti correnti o a qualsiasi altro bene si possegga totalmente o in parte.

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