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Disoccupazione Inps: guida completa

In questi anni di crisi economica una delle misure più importanti sostenuta e rinvigorita dal Governo Renzi, è l’indennità di disoccupazione, sia nella sua forma più importante la NASpi che in tutte le altre tipologie di indennità. Oggi uno degli aspetti migliori di questo servizio è la sua completa fruibilità online, con la possibilità di effettuare la domanda di disoccupazione direttamente presso il sito dell’INPS, dove è possibile trovare inoltre tutte le linee guida in merito ai requisiti per accedere all’indennità di disoccupazione 2016.

In questo articolo andremo a vedere quali sono i requisiti, come presentare le domande di disoccupazione e che tipo di indennità sono previste dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale.

Naspi: requisiti per la disoccupazione

naspi-disoccupazioneLa NASpi, l’Assicurazione nazionale sociale per l’impiego, è una indennità di disoccupazione introdotta a maggio del 2015 dal Governo Renzi, dedicata ad alcuni lavoratori dipendenti che perdono il proprio lavoro per cause esterne alla loro responsabilità che va a sostituire la vecchia ASpi.

Le categorie di lavoratori interessati sono quelli dipendenti, quelli con un contratto di lavoro di apprendistato, i soci delle società cooperative con contratto di lavoro dipendente, i lavoratori dipendenti del settore artistico ed i lavoratori dipendenti con contratto di lavoro a tempo determinato delle Amministrazioni Pubbliche.
Vengono esclusi dalla possibilità di richiedere la NASpi i lavoratori dipendenti dell’Agricoltura, i lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato delle Amministrazioni Pubbliche ed i lavoratori stranieri con permesso di soggiorno con impiego stagionale.

Quando richiedere la disoccupazione Inps

La NASpi, l’indennità di disoccupazione, può essere richiesta con la presenza di tre requisiti, la disoccupazione non volontaria, una situazione contributiva ed una lavorativa.

Per quanto riguarda la disoccupazione questa deve essere involontaria, oppure dovuta a dimissioni per maternità, risoluzione consensuale del rapporto, oppure dimissioni dovute a mancanti pagamenti, molestie sessuali, peggioramento delle mansioni, mobbing, spostamento di sede senza giusta causa o comportamento prevaricante ed ingiurioso da parte del superiore.

Per richiedere la NASpi inoltre sono necessarie 13 settimane di contributi versati, in un arco di tempo di almeno 4 anni dalla domanda di disoccupazione, compresi i periodi di malattia, cassa integrazione, contratti di solidarietà, aspettativa non retribuita e lavoro all’estero.

Infine è necessario aver effettuato 30 giorni di lavoro, indipendentemente dall’orario giornaliero, nell’ultimo anno prima della richiesta di disoccupazione.

Domanda di disoccupazione e termini

Una volta in possesso dei requisiti per l’indennità di disoccupazione, è necessario effettuare la domanda esclusivamente tramite internet, o direttamente sul sito dell’INPS tramite il proprio codice PIN, o tramite il Contact Center o attraverso i servizi online offerti dai Patronati.

I tempi per presentare la domanda sono di 68 giorni a partire dalla cessazione del rapporto lavorativo, mentre la disoccupazione verrà corrisposta dall’ottavo giorno per le richieste presentate entro questo termine, oppure dal giorno seguente a quello di presentazione della domanda.

La durata del trattamento è della metà delle settimane con versamento dei contributi avvenute negli ultimi 4 anni, esclusi i periodi in cui sono già state erogate prestazioni di disoccupazione.

Importo dell’indennità di disoccupazione

La NASpi viene erogata dall’Istituto di Previdenza Sociale nella misura del 75% della retribuzione media mensile, fino ad un massimo di 1.300€ al mese, con una riduzione del 3% applicata a partire dal quarto mese di fruizione del servizio.

L’erogazione dell’indennità di disoccupazione viene effettuata tramite accredito su conto corrente bancario, postale o su libretto postale, oppure tramite bonifico depositato presso gli uffici di Poste Italiane. Per maggiori informazioni puoi contattare il numero verde inps.

Disoccupazione agricola

La disoccupazione agricola è un indennizzo economico riconosciuto ai lavoratori del settore, come dipendenti a tempo determinato, piccoli coloni, lavoratori familiari, coltivatori che integrano fino a 51 giornate con versamenti personali e dipendenti a tempo indeterminato che risultano attivi per una parte dell’anno.

Per accedere all’indennità bisogna essere iscritti alle liste dei lavoratori agricoli, avere almeno due anni di anzianità e 102 contributi segnati per altrettante giornate lavorative negli ultimi due anni dalla presentazione della domanda.

Come presentare la domanda di disoccupazione

Per presentare la domanda è necessario andare sul sito dell’INPS e compilare la richiesta con il proprio codice PIN personale, oppure rivolgersi ad un Patronato, comunque inviando la domanda per l’anno precedente entro il 31 marzo dell’anno seguente.

L’indennità di disoccupazione riconosciuta è del 40% della retribuzione media di riferimento, in relazione alle giornate lavorate in un anno, tolte le giornate di malattia, quelle lavorate in proprio o quelle lavorate come dipendente agricolo e non agricolo.
Il pagamento dell’indennità di disoccupazione avviene tramite accredito su conto corrente bancario, postale o su libretto di risparmio, oppure tramite deposito presso gli uffici di Poste Italiane, dove potrà essere prelevato tramite il proprio documento d’identità, il codice fiscale ed il documento fornito dall’INPS.

Disoccupazione dis-coll

La disoccupazione DIS-COLL è un particolare indennizzo economico riconosciuto ai collaboratori coordinati e continuativi anche con contratti a progetto, i quali perdano involontariamente il proprio lavoro. Vengono esclusi i pensionati, i titolari di partita IVA, i sindaci e gli amministratori, gli assegnisti ed i dottorandi di ricerca.

Per poter richiedere questa indennità di disoccupazione è necessario essere iscritti alla Gestione separata, risultare disoccupati, avere almeno tre mesi di contributi versati nell’anno precedente la richiesta o un contratto di almeno un mese anche a progetto.
La domanda va presentata sempre per via telematica, tramite il sito web dell’INPS con il proprio codice PIN, attraverso il Contract Center o mediante servizi offerti dai Patronati.
La durata dell’indennità è uguale alla metà dei mesi di contribuzione presenti nell’anno precedente la domanda, ed è pari al 75% della retribuzione media annua, fino ad un massimo di 1.300€ mensili.

Disoccupazione per lavoratori all’estero

A dicembre del 2015 è stata introdotta una nuova norma a livello europeo validata dai paesi membri, che permette a chi risulta idoneo di trattamenti di disoccupazione in un determinato Paese, di goderne anche nel caso si sposti in un altro per cercare lavoro.
Per poter usufruire di questa normativa il soggetto deve essere iscritto agli uffici inerenti i servizi di assistenza all’impiego da almeno 4 settimane, oppure meno previa autorizzazione scritta, ed inoltre iscriversi agli uffici di collocamento preposti nello Stato UE in cui ci si reca, secondo le disposizioni di legge previste.

In particolare tutti i lavoratori che rientrano in Italia con una prestazione di disoccupazione estera attiva, possono usufruirne per 3 o comunque fino ad un massimo di 6 mesi. È necessario inoltre iscriversi entro 7 giorni ai Centri per l’Impiego.
Invece nel caso di un lavoratore con un’indennità di disoccupazione erogata dall’INPS attiva contratta in Italia, egli può lasciare il Paese e continuare a percepire tale indennità per altri 3 mesi massimo.

Per ottenere ciò è necessario essere iscritti per almeno un giorno ai Centri per l’Impiego prima della partenza, ed iscriversi ai relativi centri entro 7 giorni dall’entrata nel Paese straniero.

Indennità disoccupazione lavoratori edilizia

Fino al 31 dicembre del 2016 è possibile per i lavoratori dell’edilizia richiedere il trattamento di disoccupazione per i licenziamenti subiti. Rientrano in questa categoria i lavoratori dell’edilizia delle aziende segnate dal Ministero del Lavoro e delle Attività Produttive, licenziati dopo l’avanzamento dei lavori oltre il 70% e che risiedano nelle zone con alti tassi di disoccupazione.

È necessario inoltre aver lavorato in queste aziende per almeno 18 mesi, anche in società differenti. L’indennità di disoccupazione spettante è basata sulla retribuzione di riferimento secondo i dati ISTAT, fino al 100% per i primi 12 mesi con riduzione mensile del 5,84% o dell’80%, laddove si sia percepito già il massimo possibile senza riduzioni.

La durata massima è di 18 mesi o 27 per i lavoratori del Mezzogiorno, e nel caso di impiego lavorativo il trattamento economico verrà sospeso, con la possibilità di reintegro nel caso il periodo lavorativo non superi i tre mesi.

Decadenza dell’indennità di disoccupazione

Nel caso si percepisca una indennità di disoccupazione dall’INPS, è possibile perdere la prestazione ottenuta per percepimento della pensione, assunzione, contratto di lavoro subordinato superiore ai 5 giorni, attività autonoma, ricevimento dell’assegno d’invalidità o rifiuto di un’attività lavorativa che superi del 20% la retribuzione ricevuta con l’indennità di disoccupazione.

CONCLUSIONE

La maggior parte dei lavoratori rientrano in delle categorie che possono richiedere in caso di licenziamento un’indennità di disoccupazione, il cui importo va dal 50 al 75% della retribuzione per una durata media di sei mesi, che può arrivare a 18 in alcuni caso particolari.

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Condizione fondamentale per rientrare nei requisiti per le domande di disoccupazione erogate dall’INPS, è di essere titolari di un contratto di lavoro dipendente, avere almeno un mese di contributi versati nell’anno precedente la richiesta e risultare disoccupati al momento della presentazione della domanda.

Per quanto riguarda il 2016 il Governo Renzi sembra aver trovato le coperture necessarie a far fronte alla crescente domanda, da parte di lavoratori sempre più alle prese con un posto di lavoro che muda rapidamente.

Le indennità di disoccupazione sono un salvagente importantissimo per milioni di lavoratori, e l’augurio è quello che anche per il 2017 il Governo continui a garantire le risorse necessarie per coprire economicamente tali misure, sperando che si punti sempre più sul reinserimento del lavoratore nel mondo del lavoro e non soltanto sul suo sostentamento momentaneo.

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