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Voucher Inps

I voucher Inps sono uno strumento molto importante per quel che riguarda il lavoro accessorio e occasionale. In questa guida analizzeremo i vocher sotto tutti i punti di vista così da fare chiarezza sull’argomento e capire come funziona.

I voucher o buoni lavoro sono dei metodi di pagamento per il lavoro occasionale e per le prestazioni lavorative accessorie. Si tratta di un sistema che è stato creato per porre un freno alla piaga del lavoro nero, tentando di portare alla luce tutte quelle posizioni lavorative di solito destinate a sfociare nel lavoro illegale.

I voucher vengono acquistati direttamente dal datore di lavoro, o per via telematica o direttamente presso gli uffici dell’INPS. Con i voucher cartacei, il datore di lavoro salda il lavoratore con la consegna dei buoni, il quale in seguito potrà incassarli presso un qualsiasi ufficio postale, con un limite massimo di tempo di 24 mesi.

Come funzionano i voucher Inps

voucher-lavoro-inpsPer quanto riguarda i voucher telematici invece, il datore di lavoro apre una posizione presso l’INPS, indicando l’inizio del rapporto di lavoro saltuario o occasionale. Il lavoratore poi potrà incassare i voucher o tramite bonifico inviato dall’INPS al proprio domicilio da incassare presso gli uffici di Poste Italiane, o richiedendo una speciale carta dell’INPS dove verranno accreditati direttamente gli importi dei voucher dall’Istituto.

È possibile usufruire dei voucher INPS anche per tutte quelle persone che ricevono un’indennità di disoccupazione, o se il lavoratore risulta inoccupato, disoccupato, se si tratta di un lavoratore autonomo, subordinato, impiegato full time o part time, nel caso di studenti, pensionati o se già si incassano assegni di sostegno al reddito. L’unico limite ai voucher INPS è di tipo economico, in quanto il limite massimo è stato stabilito in 7.000€ l’anno, 9.333€ lordi, mentre il limite di importi annuali ricevuti dallo stesso datore di lavoro è di 2.000€, 2693€ lordi.

L’unica eccezione a questa regola riguarda il settore dell’agricoltura, dove è possibile ricevere voucher INPS per un valore totale massimo annuo di 7.000€ netti, 9.333€ lordi anche dallo stesso datore di lavoro. Ovviamente, per poter essere pagati tramite voucher INPS è necessario non avere nessun altro tipo di rapporto lavorativo con il proprio datore di lavoro, di nessun tipo.

Le varie tipologie di voucher INPS sono divise tra i voucher da 10, 20 e 50€, che al netto delle tasse garantiscono un pagamento di 7.50, 15 e 37.50€ netti. I voucher INPS infatti vengono tassati per un 5% per la gestione del servizio da parte dell’INPS, per un 13% per il pagamento dei contributi e per un 7% dall’INAIL, che assicura il lavoratore anche nei tragitti da e per il luogo di lavoro.

Il netto pagato al lavoratore non va dichiarato nella dichiarazione dei redditi, non è tassabile nuovamente e non interferisce con altri aiuti economici o status, come la disoccupazione, la pensione o altro. I soggetti che possono effettuare pagamenti di prestazioni lavorative saltuarie o occasionali sono le famiglie, le imprese a conduzione familiare, gli Enti e gli Istituti senza scopo di lucro, gli imprenditori ed i datori di lavoro differenti dalla figura imprenditoriale.

Voucher Inps: il lavoro in Italia

Uno dei grandi problemi in Italia nel campo del lavoro, è il lavoro nero, una grande piaga nazionale che il paese si porta dietro da tempo immemore. Il lavoro nero è una forma di sfruttamento della manodopera, che in percentuali bassissime è presente un po’ in tutti i paesi del mondo. Si tratta di una cattiva abitudine che viene usata soprattutto con i lavoratori stranieri, magari non totalmente in regola con i documenti ed i visti, ma anche con quelle fasce della popolazione più deboli, che faticano a far valere i propri diritti.

Questo fenomeno in Italia riguarda soprattutto i giovani, le persone che ricoprono basse qualifiche o che lavorano per delle piccole e piccolissime aziende, incentrate maggiormente nel Centro Sud, le donne, le persone sopra i cinquant’anni d’età che sono uscite dal mercato del lavoro e stentano a trovare una posizione solida, gli immigrati economici e quelli senza permesso di soggiorno.

Il fenomeno è molto esteso in Italia, e si calcola che la maggior parte delle piccole e medie aziende usi regolarmente lavoro nero in percentuali che vanno dal 10 al 30% della loro manodopera totale. Per la maggior parte dei casi si tratta di lavoro saltuario ed occasionale, di difficile inquadramento e soprattutto di difficile rilevazione da parte delle autorità competenti.
Si tratta di un problema gravissimo, che altera moltissimi fattori economici e sociali, e che mette tantissime persone nella posizione di non avere diritti e di non maturare nessun tipo di salvaguardia o tutela. Basti pensare alla possibilità di ammalarsi, di avere un incidente sul lavoro, a quella di rimanere incinta per le donne, ai permessi non ottenuti, alle ferie non pagate, agli straordinari non percepiti, alla tredicesima mensilità, ai contributi per la pensione.

Senza contare il fatto dell’impossibilità per questi soggetti di crearsi una posizione stabile, di crearsi una famiglia con tranquillità, di accedere a tutti quei servizi come carte di credito, finanziamenti, prestiti, mutui, rateizzazioni, scoperti o quant’altro.

Si tratta di un danno enorme, che oltre ai danni dei soggetti privati interessati, va a colpire l’intera economia del paese, danneggiando tutte quelle Istituzioni pubbliche che devono poi far i conti con persone che non hanno contributi versati, e che necessitano di assistenza a danno di chi invece ha una posizione lavorativa corretta. Negli anni i vari governi che si sono succeduti hanno sempre cercato di mettere un freno a questa situazione, sempre con scarsi risultati sia da parte delle iniziative burocratiche atte a trovare alternative valide, sia per quanto riguarda i controlli e le sanzioni. Chiaro che finché il gioco vale la candela, perché rinunciarvi!

Ultimamente però, il Governo sta tentando con una ritrovata forza di arginare almeno questa piaga, varando dei provvedimenti che tentano di introdurre dei sistemi alternativi a quelli attualmente disponibili, soprattutto per quanto riguarda il lavoro giovanile e saltuario, come la Tutela Giovani ed i Voucher.

Attivazione buoni lavoro Inps

Sia per il datore di lavoro che decide di usare questo strumento che per il lavoratore che li riceve, è necessario andare sul sito dell’INPS e, tramite l’area dei Servizi online o delle Informazioni, è possibile selezionare il link Lavoro occasionale accessorio area dedicata ed accedere all’area dedicata a questi servizi, con la presenza di un programma specifico, il LOA.

La schermata principale presenta le seguenti voci, informazioni, registrazione prestatore-lavoratore, gestione DNA Voucher cartacei e tutta una serie di servizi per i quali è necessario possedere il proprio codice PIN, come i servizi per i committenti-datori di lavoro, servizi per i consulenti associati e delegati, servizi per Enti esterni, Punto Emissione Autorizzato PEA.
Il link informazioni permette di consultare le normative e le funzionalità dell’applicazione LOA, il secondo link sulla registrazione permette al lavoratore di registrarsi, scegliendo una delle categorie tra pensionato o altro, compilando tutti i dati come nome, cognome, codice fiscale, numero di telefono, etc.. con conferma dell’esito positivo dell’operazione da parte del Contact Center dell’INPS.

Il terzo link, quello dei servizi per i committenti, richiede l’uso del codice PIN, e permette di accedere ad un’area con l’anagrafica, dove oltre a tutti i dati forniti dall’Anagrafe Tributaria è possibile sapere tutte le operazioni che è possibile svolgere tramite l’applicazione LOAN, il settore dichiarazione rapporti, dove è possibile effettuare tutte le dichiarazioni di rapporto con i lavoratori come tipologia dell’azienda, settore, rapporti di lavoro, luoghi di lavoro, data di inizio rapporto e di fine, la consultazione, dove vengono registrate tutte le prestazioni erogate ai lavoratori dal datore di lavoro.

Gli altri link sono il cerca lavoratori, che permette di effettuare ricerche nell’applicativo LOA su tutti i lavoratori registrati, divisi per posizione geografica ed ambito lavorativo, il pagamenti online, che permette di effettuare i pagamenti di tutte le situazioni aperte, l’estratto conto prestatori, che contiene l’elenco di tutte le persone che hanno svolto rapporti di lavoro occasionale con il datore di lavoro, divise per anno, la gestione DNA, con la quale è possibile effettuare tutte le segnalazioni DNA in seguito all’acquisto di voucher presso gli uffici postali.

Infine c’è il link per i servizi per i consulenti associati e delegati, tramite il quale un delegato autorizzato ad operare al posto del datore di lavoro può tramite il suo codice PIN effettuare tutte le operazioni sopra citate dedicate al datore di lavoro, ed l’ultimo link dedicato ad un servizio non entrato ancora in funzione, cioè il PEA, il Punto Emissione Autorizzato.
Tramite quest’ultimo servizio è possibile per il datore di lavoro acquistare i voucher INPS direttamente presso i tabaccai ed i rivenditori autorizzati, che provvederanno alla stampa. Questi voucher sono formati da due parti, una con il numero progressivo del voucher, il codice dell’operazione effettuata ed il codice fiscale del datore di lavoro, l’altra con il nominativo del datore di lavoro ed il codice del voucher.

In seguito, il datore di lavoro è tenuto ad informare l’INPS delle prestazioni di lavoro occasionale erogate, tramite il sito web, le sedi dell’INPS od il Contact Center, fornendo il proprio codice fiscale, quello del lavoratore, la data di inizio e quella di fine rapporto, l’impresa ed il settore di lavoro.

In seguito a quest’operazione il lavoratore, tramite la seconda parte del voucher, può recarsi presso una qualsiasi tabaccheria o punto vendita autorizzato e ritirare il pagamento. In questo caso i voucher sono disponibili da un taglio di 10€ e suoi multipli, fino ad un massimo di 500€, fino ad un massimo di 1.500€ ad operazione, ed inoltre è obbligatoria la dichiarazione del datore di lavoro all’INPS, entro lo stesso giorno della prestazione lavorativa.

Inoltre al momento è possibile acquistare i voucher INPS usando i servizi di internet banking di Intesa Sanpaolo, e ricevere il pagamento sempre nei tabaccai autorizzati. Il limite massimo per i voucher comprati tramite Intesa Sanpaolo è di 500€, che saranno addebitati direttamente sul proprio conto corrente bancario.

Furto, smarrimento e rimborso dei voucher

In caso di furto o smarrimento dei voucher INPS, è possibile previa denuncia alle autorità competenti in materia effettuare una richiesta di duplicato all’Istituto, che provvederà a far ristampare i voucher che saranno disponibili direttamente presso una delle tabaccherie autorizzate.

Per i datori di lavoro che abbiano acquistato dei voucher presso le tabaccherie autorizzate, è possibile richiedere il rimborso dei buoni direttamente nelle tabaccherie stesse, ricevendo 9,50€ di rimborso in contanti per ogni 10€ di valore dei voucher precedentemente acquistati.

Per ottenere il rimborso è necessario effettuare la richiesta entro un anno dal loro acquisto, per un valore massimo di 500€, mentre per gli importi superiori è necessario rivolgersi presso la Banca ITB, la Banca dei tabaccai. Per ottenere il rimborso è necessario effettuare le procedure di assenza di attivazione ed annullamento dei voucher, sul sito dell’INPS, presso una delle sedi dell’Istituto o tramite il Contact Center.

Se la domanda non viene accettata per un errore nella procedura o per la mancata presenza delle condizioni necessarie al rimborso, è possibile effettuare una nuova richiesta dopo 180 giorni dalla prima, sempre rispettando la validità massima dei voucher di 365 giorni.

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