Prestiti Inpdap per insegnanti

Grazie ai prestiti Inpdap i dipendenti e i pensionati pubblici hanno a disposizione delle alternative in più se hanno necessità di un finanziamento per soddisfare le loro esigenze di liquidità; anche i docenti rientrano tra i dipendenti statali, quindi, se presentano i giusti requisiti, hanno accesso ai finanziamenti a condizioni vantaggiose erogati dall’Inps (che da qualche anno ha inglobato le funzione di quello che è stato l’istituto previdenziale per di dipendenti pubblici): vediamo quali sono i prestiti per insegnanti.

Prestiti Inpdap per insegnanti erogati direttamente dall’Inps

Gli insegnanti possono accedere a tre diverse forme di finanziamento: due di queste vengono erogate direttamente dalla Gestione Dipendenti Pubblici dell’Inps e l’altra invece viene erogata tramite convenzioni stipulate dall’istituto previdenziale e alcune delle più importanti banche attive sul territorio italiano. I finanziamenti diretti sono rappresentati dai piccoli prestiti e dal prestito pluriennale; per questi due prodotti la richiesta deve essere inoltrata online, mentre per i prestiti pluriennali garantiti bisogna rivolgersi direttamente all’istituto di credito che ha sottoscritto una convenzione con l’Inps.

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I piccoli prestiti Inpdap per insegnanti sono caratterizzati da un importo relativamente contenuto e da un piano di rimborso abbastanza breve. L’importo che si può ottenere è strettamente collegato alla durata del finanziamento e all’entità dello stipendio: per prestiti della durata di un anno è possibile richiedere un importo pari ad una mensilità, per prestiti di due anni l’importo sale a due mensilità e così via, fino ad arrivare ad una durata massima di quattro anni ed un importo massimo pari a quattro mensilità; l’importo del finanziamento può raddoppiare nel caso in cui l’insegnante non abbia ulteriori trattenute sullo stipendio. Il tasso d’interesse è fisso per tutta la durata del prestito ed è pari al 4,25%, a cui vanno ad aggiungersi un’aliquota per le spese di amministrazione e una per il premio fondo rischi (varia in base all’età del richiedente e alla durata del finanziamento). I piccoli prestiti Inpdap non sono finalizzati, quindi non è necessario indicare il modo in cui verranno impiegate le somme.

Il discorso è diverso per quanto riguarda i prestiti pluriennali Inpdap, che possono essere concessi solo per determinate finalità indicate nel regolamento per l’erogazione dei finanziamenti (ad esempio il matrimonio, la ristrutturazione della casa, spese improvvise per motivi di salute). Per poter ottenere questo finanziamento è necessario presentare dei requisiti, ovvero essere titolari di un contratto a tempo indeterminato, l’iscrizione alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali e con quattro anni di anzianità di servizio e quattro anni di versamento contributivo; chi ha un contratto a tempo determinato della durata di almeno tre anni può richiedere un finanziamento con una durata massima pari a quella del contratto di lavoro e ha l’obbligo di cedere il TFR a garanzia dell’obbligazione. I prestiti pluriennali possono avere la durata di 60 o 120 mesi (quindi 5 o 10 anni) e prevedono un tasso fisso del 3,50%; anche in questo caso vanno aggiunti l’aliquota per le spese di amministrazione (0,50%) e quella come premio fondo rischi. La rata mensile (quota cedibile) non può essere superiore al 20% dello stipendio.

Prestiti pluriennali garantiti

Ci sono poi i prestiti pluriennali garantiti erogati da finanziarie e banche convenzionate e che possono essere richiesti dagli iscritti alla Gestione Unitaria per le prestazioni creditizie e sociali che siano in attività di servizio e che abbiamo almeno quattro anni di servizio effettivo. Vengono chiamati in questo modo perché sono garantiti dall’Inps contro i rischi di decesso dell’iscritto prima della scadenza, cessazione dal servizio senza diritto alla pensione, riduzione dello stipendio. Anche in questo caso la durata può essere di 5 o 10 anni e l’importo massimo erogabile dipende direttamente dall’entità dello stipendio, visto che la rata mensile non può superare il quinto dello stipendio netto. Il tasso di interesse viene stabilito dall’istituto erogante, ma sull’importo lordo del finanziamento gravano anche la solita aliquota per le spese di amministrazione a favore dell’Inps (0,50%) e un premio per il rischio di insolvenza (1,50% per prestiti di 5 anni e 3% per prestiti di 10 anni).

Come abbiamo visto, nei prestiti Inpdap per insegnanti e gli altri dipendenti e pensionati pubblici la domanda poteva essere inoltrata solo telematicamente, mentre nel caso dei prestiti pluriennali garantiti il procedimento è un po’ diverso: l’iscritto alla Gestione Unitaria per le prestazioni creditizie e sociali interessato deve presentare l’apposita domanda in quattro esemplari all’amministrazione di appartenenza, allegando un certificato medico di sana costituzione fisica; l’amministrazione poi presenterà la domanda, completata con la dichiarazione dimostrativa dello stipendio, all’istituto mutuante, che compila la proposta di contratto e rimanda il modello all’amministrazione; quest’ultima si occuperò di inviare tutta la documentazione alla Sede Inps Gestione Dipendenti Pubblici competente per territorio, che dopo aver accertato la regolarità degli atti, concederà la garanzia.

I finanziamenti Inpdap alternativi

In alternativa ai prestiti Inpdap, gli insegnanti, in quanto dipendenti pubblici con contratto di lavoro a tempo indeterminato, hanno più possibilità di ottenere finanziamenti da banche e finanziarie. Lo strumento più rapido a loro disposizione per entrare in possesso di una somma di denaro (anche importante) è probabilmente il prestito con cessione del quinto. Inoltre i docenti dovrebbero sempre informarsi se sono disponibili dei finanziamenti agevolati per la categoria.

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